La musica apre alla Blockchain

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mycelia imogen heapI musicisti stanno valutando la blockchain come un “ enorme foglio di calcolo nel cielo” che potrebbe aiutarli a riprendere il controllo del mercato musicale.

La musicista Imogen Heap ha presentato direttamente in un evento dalla sua residenza gli sviluppi del progetto Mycelia, che ha come obiettivo quello di utilizzare la blockchain per risolvere i problemi di lunga data dell’industria musicale.
“ Potremmo subire danni maggiori che con Napster con l’avvento della blockchain. Se non troviamo soluzioni, lo farà qualcun altro, e non saranno alle nostre condizioni.”
Perché circa 200 ospiti tra musicisti e imprenditori – dal CEO della British Phonographic Industry (BPI) ai fondatori di startup come TheWaveVR, Jaak e Blockpool – sono accorsi ad ascoltare attentamente le prospettive del progetto Mycelia?
Rispetto e credibilità soprattutto. Heap è stata una sostenitrice della tecnologia blockchain nel mondo della musica dal 2015, quando ha pubblicato una canzone chiamata “Tiny Human” con la startup Ujo Music. I fan potevano scegliere di pagare la canzone usando la moneta Ether; uno smart contract divide automaticamente i ricavi tra Heap e i suoi collaboratori.
Il progetto ha ricevuto una forte copertura mediatica, ma anche qualche critica per il complicato processo di acquisto. Heap l’ha visto più come un esperimento – qualcosa da cui lei e gli altri potevano imparare.
“ L’industria musicale non ha veramente ridefinito se stessa o cambiato i suoi modelli di business in 100 anni, ma qui abbiamo una struttura completamente nuova con cui lavorare”, dice Heap ora.

La prima area di rottura radicale è con le etichette discografiche: startup come Ujo vogliono aiutare gli artisti a vendere la loro musica direttamente ai fan (idealmente utilizzando la moneta criptata) con contratti che dividono e pagano immediatamente le royalties, e senza bisogno di intermediari tradizionali come etichette, editori o società di gestione collettiva.

Un ulteriore sviluppo di ciò sono i musicisti che coniano le loro criptovalute. L’artista Gramatik ha recentemente creato il gettone GRMTK e ha raccolto poco meno di 2,5 milioni di dollari rilasciandone il 25% per i fan e la comunità di cripto da comprare. Chiunque abbia dei gettoni GRMTK riceverà una quota delle sue royalties.

Una seconda area di sviluppo è l’idea di ovviare alla mancanza di un unico database globale che riunisce le informazioni provenienti dagli aspetti di registrazione e pubblicazione dell’industria musicale.
Grosso problema? Enorme. Immaginate una registrazione di una canzone che viene trasmessa in streaming su un servizio come Spotify. Chi ha scritto quella canzone? Chi sono gli editori che raccolgono i soldi per il cantautore? Se si tratta di più cantautori, come si dividono le royalties tra loro?
L’ultima volta che l’industria musicale ha cercato di creare un “database globale del repertorio” per rispondere a queste domande, il progetto è crollato nel 2014 dopo 8 milioni di sterline di spesa e molte discussioni tra i numerosi partner del progetto.
Tre anni dopo,entra in gioco la blockchain – almeno secondo startup come Dot Blockchain, Jaak e Blokur, che si stanno concentrando su questo problema.
“Vediamo una possibilità reale di utilizzo della blockchain nell’industria musicale come abbastanza semplice: Abbiamo bisogno di un posto per mettere tutte le informazioni sui diritti”, ha detto Vaughn McKenzie, CEO di Jaak, durante l’evento Slush Music.

” Molte organizzazioni che hanno una gran quantità di dati, non stanno realmente parlando tra loro, e i loro sistemi non stanno realmente parlando tra loro”, ha detto Emma McIntyre di Blokur allo stesso evento. “La natura stessa della blockchain permette di sincronizzare tutti quei database, e questo, per noi, è come esprime il suo reale valore”.

Anche Mycelia si è inserita in questo mondo. Al suo evento, Heap svela una cosa chiamata passaporto creativo, che i musicisti popoleranno con tutti i loro dati , dagli split di songwriting ai permessi di remixing .
“Se sei un artista, vuoi una connessione diretta tra te stesso e chiunque voglia fare affari con te o con le tue canzoni”, dice Heap. “Nessuno dovrebbe possedere i dati tranne noi, perché li generiamo”.
Heap e il suo team sono partiti per un tour a marchio Mycelia nel 2018: un festival musicale e tecnologico di tre giorni che ha visitato circa 45 città nel corso dell’anno. Mentre l’iscrizione di musicisti locali per i passaporti creativi è un obiettivo chiave, Heap spera di riuscire a convincere anche altri artisti, startup, servizi musicali e singoli sviluppatori per altri tipi di collaborazione creativa.

Ma lo scetticismo negli addetti ai lavori permane, sia tra chi non conosce la tecnologia blockchain sia tra chi la conosce ma non la ritiene la soluzione ai problemi nel campo artistico-musicale.
C’è però un consenso abbastanza ampio sul tentativo di sperimentare queste nuove opportunità e la chiusura verso questa novità è sempre più labile.
In questo contesto, il passaporto creativo di Mycelia, così come la partnership di Blockpool con Björk per dare ai fan la valuta criptata, l’ICO di Gramatik, la coalizione di partnership industriali di Dot Blockchain e i negozi online su modello smart contract per musicisti di Ujo, hanno tutti un ruolo da svolgere.
“È una grande visione. Potrebbe non accadere tutto esattamente come lo sto presentando. Ma se non sogniamo, non succederà nulla”, dice Heap.
La musicista Zoe Keating suggerisce che la blockchain – a differenza di alcuni precedenti cambiamenti tecnologici per l’industria musicale – potrebbe essere incentrata sull’artista fin dall’inizio.
“E’ un’occasione per non far costruire l’architettura del futuro musicale da aziende che vogliono solo ottimizzarla per i loro profitti”.

 

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