Quattro chiacchiere con Pool of Stake

POOL OF STAKE – IL POS PER TUTTI

Dopo la prima intervista fatta con il Founder di RipaEx quest’oggi parliamo di Pool of Stake, un interessante progetto italiano con sede Svizzera che, una volta completato lo sviluppo, di rendere accessibile a chiunque il sistema di guadagno derivante dal cosidetto Proof of Stake.

Il Proof of Stake (POS) è un sistema di consenso basato sulla detenzione di moneta, chi “vincola” coin ottiene la possibilità di minare i blocchi e quindi beneficiare della ricompensa in moneta. Ovviamente bisogna detenere una grande quantità di moneta per riuscire a minare i blocchi quindi i piccoli investitori difficilmente riuscirebbero a garantirsi il reward….ecco Pool of Stake permette di rendere accessibile a tutti il sistema POS facendo da pool.

Ora diamo la parola al CEO!!!

  • Caro Davide, presentati brevemente

Sono Davide Luigi Borella, attualmente CEO di Pool of Stake SA, CIO (Chief Investment Office) di Maveric.ch, Community Manager su Telegram di diversi gruppi sulle crypto e sul mining. Ovviamente sono un nerd, geek e gamer (League Of Legends, Destiny, Hearthstone,…) oltre ad essere un appassionato di crypto monete e “Crypto Evangelist”.

  • Pool of Stake spiegaci brevemente cos’è

Pool of Stake è un progetto nato quasi esattamente un anno fa, a giugno 2017 con l’avvento di due nuove blockchain POS (proof of stake): Boscoin e Tezos. A valle di quelle ICO a uno dei fondatori, Dario Calderoni, è venuta in mente questa idea: creare una delle prime pool maggiormente decentralizzate di “mining 2.0” (più correttamente staking che è l’azione di mining su protocollo POS). Pool of Stake è quindi questo, una pool per le blockchain POS e successivamente per quelle DPOS (delegated proof of stake proprio come Tezos o EOS)

  • Come pensate di rendere accessibile anche ai piccoli utenti il mondo del Proof of Stake e le revenue che esso eroga?

Pool of Stake è nata proprio per i piccoli e medi utenti. E’ chiaro che coloro che si possono permettere di immobilizzare senza problemi il quantitativo di Boscoin minimo necessario per fare staking (controvalore in ico era pari a 2 BTC che ora è quotato su 5800 Euro) potrebbero non avere bisogno del nostro servizio, anche se a dirla tutta, non è alla portata di ognuno avere un computer che garantisca di essere online senza disconnessioni di anche solo 1 msec. Sono invece i piccoli utenti, coloro che magari non possono coprire i requisiti necessari per fare un nodo (o un Master Node) che avrebbero bisogno di “soci” per poter minare e attraverso Pool of Stake potrebbero farlo in modo quasi completamente trustless: utilizzando come intermediari gli Smart Contract della blockchain su cui si voglia fare lo staking.

  • Qual è l’aspetto che rende “unico” Pool of Stake

Sappiamo che esistono dei competitors, ma Pool of Stake ha sempre puntato sulla massima decentralizzazione e sullo sviluppo. Quindi quello che ci rende unici è la capacità di innovarsi mantenendo la massima decentralizzazione possibile. Vorrei chiarire che per decentralizzazione intendo l’uso di Smart Contract che permettano quindi di interagire con Pool of Stake senza intervento umano diretto rimanendo nella trasparenza della blockchain

  • Come risolvete il problema della “automazione” di tutto il processo che c’è dietro un sistema POS? (nodo, invio fondi, generazione revenue, riscatto della revenue)

L’invio delle coin deve essere effettuato manualmente dai nostri clienti, ma da qual momento il tutto sarà gestito in automatico dalla piattaforma e dai nostri smart contract. La generazione della revenue e l’eventuale riscatto potrà essere attivato o disattivato automaticamente tramite la dashboard che i nostri clienti avranno a disposizione per evitare che le fee delle blockchain superino l’eventuale revenue ottenuta. La dashboard conterrà anche tutta la loro situazione patrimoniale con Pool of Stake e avranno inoltre la possibilità di verificare di aver scelto la coin POS più profittevole del momento.

  • Quali sono secondo te i punti di forza/criticità ed i principali competitor

I principali competitor, quelli che ormai da sempre teniamo nel nostro “mirino” e che cerchiamo di misurare di volta in volta in maniera costante per cercare di capire dove si trovino sono i seguenti:
– Rocket Pool: ha come limitazione che sarà dedicata solo ed esclusivamente al POS di Ethereum, quando (quando…) sarà implementato in forma stabile e permanente in forma ibrida assieme al POW
– Stake Pool: è una pool un po’ più completa rispetto a quella di Rocket Pool, ma purtroppo chiede totale fiducia. In pratica dicono: voi mandateci le vostre coin noi faremo staking per voi…
Pool of Stake si differenzia da:
– Rokect Pool, perchè Ethereum con Casper sarà UNA delle blockchain interessata

– Stake Pool, perchè la fiducia va data allo smart contract che gestirà autonomamente lo scambio e il claim sia delle coin originali che di quelle del reward
Può sembrare pretenzioso, ma non temiamo assolutamente questi due competitor.

  • Come avete ottenuto i fondi e qual è lo stato dell’arte dello sviluppo?

I fondi iniziali sono provenienti dai fondatori: Dario Calderoni, Andrea Balzini e il sottoscritto. Ovviamente a parte le spese iniziali sostenute direttamente dalla board, i fondi sono arrivati dalla raccolta tra “family and friends” ovvero in vendita privata dei token.
Attualmente il progetto di Pool of Stake è funzionante su più livelli:
– QTUM: è possibile mandare i propri QTUM allo smart contract che gestirà il trasferimento successivo nella pool di staking
– Lindacoin: Pool of Stake sta portando avanti dei test sui Masternode per verificarne l’effettivo ROI ed efficacia

– Stiamo collaborando con il team di sviluppatori di Cardano per poterla meglio integrare nel protocollo della Pool.

  • Presentaci il team di sviluppo e la road map

Il team di sviluppo è composto da Andrea Balzini, cofondatore, nonchè CTO del progetto. Un occhio critico esterno viene mantenuto dal Prof. Guarducci che considero personalmente mentore nella tecnologia prettamente di sviluppo e ovviamente con Marco Querini, core developer, che consideriamo la geniale interfaccia uomo-macchina (smart contract). Non manca ovviamente una “quota rosa”: Delia Hallberg, tedesca ed esperta in teoria della governance che supervisiona l’attività sulle dPOS (Delegate Proof of Stake). Ovviamente a fine ICO il team tecnico di sviluppo sarà ampliato considerevolmente.

  • Quali sono le tue aspettative per il progetto e perché investire

Pool of Stake vuole essere il faro per il mining 2.0, pensiamo che il POW puro ormai abbia fatto il suo periodo e non sia più sostenibile nè energicamente nè tecnologicamente, ormai a meno di assi nella manica da parte dei creatori degli ASIC i chip hanno raggiunto quasi la totale capacità di calcolo. Forse rimane ancora margine sulle GPU e il relativo mining, ma è il sistema ibrido se non addirittura il puro POS a trovare un riscontro nel futuro.

Pool of Stake è uno dei pochi progetti che si basa sulla blockchain (anzi sulle blockchain) per poter funzionare e ha ragion d’essere solo grazie ad esse. Il positioning è la chiave di volta: vogliamo rimanere i primi ed unici ad aver dato vita a una pool di staking basata su Smart Contract lasciando inalterata la proprietà e la governance dei diretti detentori delle coin.

 

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